Argomenti non richiesti, per scrivere di qualcosa senza nessun pretesto e riempire così gli spazi vuoti tra un secondo e l'altro di un freddo pomeriggio di aprile, di quelli che dici che sono solo gli ultimi soffi dell'inverno che vuole salutare in bellezza ma vorrebbe rimanere sapendo benissimo che è ora di fare spazio nell'armadio ad altri indumenti e nell'orto ad altri frutti. Con la malinconia di un vecchio album che prova a riportare il tempo indietro di un paio di decadi...e perbacco come passa il tempo quante cose succedono...la musica in questo caso è la macchina del tempo perché certi ricordi sono fissati dove sanno di essere e il resto riempie l'archivio delle ovvietà che non è mai polveroso...uno vicino all'altro i ricordi si intrecciano come la paglia in un cestino. Le parole si caricano di significati e la punteggiatura dimentica di essere utile, come nel dirsi chissà come sarebbe successo se...ah se avessi fatto così o cosà...Per intanto sto bene dove sto e forse è anche inutile provare a mettere in ordine i ricordi, un giorno ordinati per luogo e quello dopo invece in base alla compagnia, alla colonna sonora e perché no agli odori del momento.
Non fa niente, è già la metà di Aprile è solo un terzo dell'anno eppure siamo solo ad Aprile e siamo già arrivati a un terzo dell'anno. È una questione di accenti, intesi come quelli che cambiano il senso delle parole ma anche come quelli figurati che vogliono solo attirare l'attenzione, come un bengala da una barca alla deriva nell'oscura notte in mezzo al mare, lo spreco esiste per chi non sa cosa farsene.