domenica 21 maggio 2023

Alle volte vorrei aver trovato qualcosa in grado di appuntare nel momento l'idea che mi passa per la testa. E poter così fissare quantomeno i punti focali di un pensiero da sviluppare scrivendone i dettagli e zigzagare in tutti i suoi aspetti e sviscerarne il significato. Quando sarà il momento giusto, far combaciare il momento dell'idea con quello in cui mi trovo di fronte allo schermo con la tastiera tra le dita o almeno con carta e penna a disposizione...Come a spiegare un origami complicatissimo, come a conoscere come è stato costruito e riaprire ogni piega senza il più piccolo strappo. Per trovarmi così di nuovo con il foglio iniziale, tutto spiegazzato e sgualcito, ma con il segreto chiaramente leggibile...E non basta mai...il pensiero stesso forse, quando balena per la mente, si ammanta di chissà quali ulteriori aspetti, voci da lontano senza che ci sia nessuno, un'oasi nel deserto ridotta a miraggio. Memo vocali, quadernino sempre a portata di mano, falla facile che ci vuole, tra il dire e il fare c'è in mezzo il mare...
Lettere e parole che maturano, riposano su una pagina internet rimasta aperta, il post non è stato pubblicato, la pagina non è stata strappata ed eccola ancora qui, come un giusto cielo quasi azzurro che in questo maggio si fa vedere poco. 
Ieri ha aperto di nuovo l'archivio degli oggetti smarriti, quello che si fa vedere quando non c'è nessun ufficio che può ridarti cose perdute e pertanto non rimangono che i ricordi a farti sapere la storia che ti ha legato a qualcosa che adesso non è più con te...sono solo cose, oggetti significanti; come in un etico ossimoro che ricorda che gli oggetti vanno e vengono e non serve dare troppo peso ma al tempo stesso un dispiacere di fondo ti appesantisce il pensiero trascinando con se una storia che vede in una uggiosa serata danzante il suo ultimo punto e che apparterrà ad altri. 

giovedì 13 aprile 2023

 Argomenti non richiesti, per scrivere di qualcosa senza nessun pretesto e riempire così gli spazi vuoti tra un secondo e l'altro di un freddo pomeriggio di aprile, di quelli che dici che sono solo gli ultimi soffi dell'inverno che vuole salutare in bellezza ma vorrebbe rimanere sapendo benissimo che è ora di fare spazio nell'armadio ad altri indumenti e nell'orto ad altri frutti. Con la malinconia di un vecchio album che prova a riportare il tempo indietro di un paio di decadi...e perbacco come passa il tempo quante cose succedono...la musica in questo caso è la macchina del tempo perché certi ricordi sono fissati dove sanno di essere e il resto riempie l'archivio delle ovvietà che non è mai polveroso...uno vicino all'altro i ricordi si intrecciano come la paglia in un cestino. Le parole si caricano di significati e la punteggiatura dimentica di essere utile, come nel dirsi chissà come sarebbe successo se...ah se avessi fatto così o cosà...Per intanto sto bene dove sto e forse è anche inutile provare a mettere in ordine i ricordi, un giorno ordinati per luogo e quello dopo invece in base alla compagnia, alla colonna sonora e perché no agli odori del momento.

Non fa niente, è già la metà di Aprile è solo un terzo dell'anno eppure siamo solo ad Aprile e siamo già arrivati a un terzo dell'anno. È una questione di accenti, intesi come quelli che cambiano il senso delle parole ma anche come quelli figurati che vogliono solo attirare l'attenzione, come un bengala da una barca alla deriva nell'oscura notte in mezzo al mare, lo spreco esiste per chi non sa cosa farsene. 

giovedì 2 marzo 2023

La primavera può farsi attendere, concessione di lusso in un marzo ormai iniziato e che porta nei discorsi di molti le giornate più lunghe, le giornate più calde e blablabla e sulle loro spalle giacchette più leggere e coraggiose mezze maniche. Del resto è fin troppo semplice parlare del tempo e trovare qualcosa da dire anche in ascensore. Sarà anche presto per togliere la canottiera ma limitando la vista pochi metri oltre il proprio naso, escludendo quanto si legge sui giornali, va anche bene così. A meno di essere uno di quelli che amano, o dicono di amare, il freddo, l'inverno la neve ma quello è un altro bel dibattito...Vantaggi e svantaggi del vivere più o meno a metà strada tra il polo e l'equatore, il cartello si vede bene sull'autostrada per Genova e suscita interesse in uno spirito curioso. "45° parallelo, a metà strada tra il polo (nord) e l'equatore". Perché dopotutto il pensiero si libra con più o meno leggerezza tra gioie, dolori, preoccupazioni, aspettative e chissà quali altri pensieri si possono elencare, il base al periodo della propria vita e a tutta quella serie di grandi e piccoli momenti che piegano l'eventualità di un periodo, poi sta alla volontà di ciascuno scegliere quanto largo oltre al proprio naso, quello di cui sopra, tracciare il cerchio dove guardare e quanto soffermarsi dove fa più male e quanto aspettare dove invece si respira, magari in quella direzione che c'è chi chiama area di comfort e visto il respiro si potrebbe dire aria di comfort. Respirare tranquillità non offre sponda alle preoccupazioni ma credo che il rischio sia quello che non possano trovare nemmeno appiglio una serie di emozioni che invece costituiscono le solide basi per costruirsi nuove persone giorno dopo giorno. Il rischio è di accorgersi che si può cambiare idea e allora farsi dell'incoerente può diventare una scelta. 

giovedì 16 febbraio 2023

  superata metà della settimana nella metà di febbraio, senza l'illusione di una primavera ancora distante ma che inizia a cacciare qualche richiamo timido. Raggi di sole del pomeriggio luminoso che portate in controluce la fauna cittadina per chi ha il tempo di affacciarsi alla finestra per tirare le noccioline agli scoiattoli. Tutti gli altri hanno le ali, non se ne sono andati per l'inverno e hanno il loro posto tra i rami degli alberi, diranno ai migratori che chi va al sud perde il nid.

Per fare un discorso senza senso bisogna che chi sta dall'altra parte, l'interlocutore insomma, non lo colga; siamo vittime del nostro codice e risolviamo presto quando un discorso non ha capo né coda. Se hai un buon ufficio marketing sei un poeta altrimenti sei un matto che farnetica e potresti anche chi ti fa i video per renderti inconsapevole protagonista di video virali che prima o poi vedranno tutti. Facile giudicare facile vestirsi da esperti nel nostro orticello, tutti contadini dei propri frutti preferiti. Soli in compagnia dei cuoricini di approvazione, effimeri fardelli di un inutile presente, foto e video attaccate sulla bacheca di una rete di promemoria, nel frattempo il piatto si è raffreddato e la musica è finita, meno male che ho fatto la foto sennò come mi ricordavo di aver vissuto un'esperienza attraverso un filtro di silicio? 

mercoledì 8 febbraio 2023

 Scivolano i giorni nel loro consueto incedere, come le lame di un pattino sopra uno strato di ghiaccio, per afferrare le temperature di questi giorni di sole. Va tutto bene, tutto rimane in una fascia abbastanza larga che si assesta tra il male e il benissimo; va tutto bene, come quando era la scuola, come quando non si ha voglia di entrare nel pantano dei discorsi, forse perché non si sa nemmeno da dove partire. I giorni passano e si portano altre cose da fare, le scadenze incombono, le incombenze scadono e la mancanza diventa uno stato delle cose, le lacrime diventeranno sospiri fino a polverizzarsi in un malinconico sorriso. Non credo sia possibile quantificare il momento, "bisogna andare avanti" si dice, viene detto e grazie al cazzo, perché tanto domani il sole sorgerà ancora. E ancora ci sarà qualcosa a cui pensare, la novità di nuove cose da scrivere l'illusione che forse è tornata anche la voglia di farlo. E tutto forse è partito da un albero di carta senza frutti ma pieno di radici, antenati che aspettano una storia che ancora non è stata scritta perché ancora non è arrivato il lievito per accendere la scintilla del forno. E comunque ci sono delle cose da fare, alcune si possono disegnare mentre per altre sarebbe necessaria una rivoluzione e bisogna adattarsi a colorare i contorni di un disegno fatto da altri...Perché forse voler fare le cose come si pensa debbano essere fatte, lottare nella propria posizione per cambiare quello che si vorrebbe veder cambiare è come pretendere di fare un origami con una cartina sotto un'acquazzone e quello che resta da fare, per il momento, è prendere un foglio per creare una barchetta da far galleggiare nei rigagnoli dell'acqua...

giovedì 2 febbraio 2023

 ..."c'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo", cantava in anni feroci qualcuno...anni in cui ancora non c'ero, eppure quelle parole sono ancora qui, la pioggia non smette di scendere e non si smette di piangere...

Strofe delle canzoni che hanno consumato e plasmato le mie orecchie risuonano in testa come le folate di vento che muovono le palline da ping-pong e regalano traiettorie impercettibili, codici di geometrie esistenziali...e così in base al momento e all'emozione che mi abita, come in un juke-box la musica ritorna ed è colonna sonora dei sentimenti...Da qualche giorno il tempo si è rallentato e vivo la profonda tristezza per aver perso quel piccolo canuzzo che da troppo poco mi era entrato nel cuore...eppure il dolore non è gestibile, almeno non tutto insieme. È stato così forse l'inconscio, un istinto di sopravvivenza che per non esplodere ha preso questo dolore e ne ha fatto dei piccoli bocconi, che come le folate di vento di cui sopra si abbattono sul morale e riescono a sfuggire solo attraverso gocce d'acqua che escono dagli occhi...


mercoledì 1 febbraio 2023

 Il pensiero dell'addio, in un valle di lacrime senza montagne attorno, vuoto e silenzio dove una barriera di dolore non filtra i suoni da fuori. Così all'improvviso te ne sei andato piccolo Itaè, comparso per una piega del destino portando con te un carico di allegria e novità e tanti peli. Nei giorni in cui, come tante altre volte mi ripromettevo di tornare a scrivere, di iniziare a scrivere e di farlo con e senza motivo. Scrivere per tirar fuori sensazioni e pensieri, illuso di saperlo fare, supponendo di uscirne soddisfatto. A partire da chissà che punto per poi librarmi tra le fessure della tastiera a cercare di mettere una lettera dopo l'altra e creare...come quando tanti anni fa era più naturale scrivere come quando tanti anni fa c'erano meno pensieri a fermare il flusso di coscienza.                                                                                                           E poi di colpo il tempo della tristezza, concreta malinconia che spazza via pensieri e aspettative...un piccolo cagnolino che saluta troppo presto e lascia quasi senza fiato tutti quelli che gli volevano bene...non durerà certo il tempo in cui rapido e furioso riportava la sua pallina chiedendo un altro lancio e tutte quelle piccole abitudini del tempo insieme a lui...mai avuto altri cani con l'idea di volerne uno fino al punto che "un cane no perché è una grandissima responsabilità e non conduco una vita tale da offrire a una bestiola tutto quello che vorrebbe..." però poi è chiaro che una soluzione si trova sempre o in un modo o nell'altro stiamo a vivere le cose così come arrivano.                                                                                                      Mi mancherai tanto...

mercoledì 11 gennaio 2023

 Pettegolo gennaio. Di quelli di quando la scuola ricomincia e all'improvviso davanti si parano quelle che più o meno possono definirsi abitudini, consuetudini, certezze...personaggi abituali dell'area di comfort dettata dal calendario di questo spicchio di pianeta. Il freddo l'inverno i giorni della merla che gracchiano al carnevale, coriandoli sulla primavera prima di Pasqua, uova al cioccolato e colombe. E con queste ultime la diatriba sui canditi. 

E poi giorno dopo giorno succederanno cose, alti e bassi di forza e voglia di fare. Tristezze e sorrisi navigheranno sulle onde di stanchezza ed energia. Giorno dopo giorno.

mese dopo mes