Scivolano i giorni nel loro consueto incedere, come le lame di un pattino sopra uno strato di ghiaccio, per afferrare le temperature di questi giorni di sole. Va tutto bene, tutto rimane in una fascia abbastanza larga che si assesta tra il male e il benissimo; va tutto bene, come quando era la scuola, come quando non si ha voglia di entrare nel pantano dei discorsi, forse perché non si sa nemmeno da dove partire. I giorni passano e si portano altre cose da fare, le scadenze incombono, le incombenze scadono e la mancanza diventa uno stato delle cose, le lacrime diventeranno sospiri fino a polverizzarsi in un malinconico sorriso. Non credo sia possibile quantificare il momento, "bisogna andare avanti" si dice, viene detto e grazie al cazzo, perché tanto domani il sole sorgerà ancora. E ancora ci sarà qualcosa a cui pensare, la novità di nuove cose da scrivere l'illusione che forse è tornata anche la voglia di farlo. E tutto forse è partito da un albero di carta senza frutti ma pieno di radici, antenati che aspettano una storia che ancora non è stata scritta perché ancora non è arrivato il lievito per accendere la scintilla del forno. E comunque ci sono delle cose da fare, alcune si possono disegnare mentre per altre sarebbe necessaria una rivoluzione e bisogna adattarsi a colorare i contorni di un disegno fatto da altri...Perché forse voler fare le cose come si pensa debbano essere fatte, lottare nella propria posizione per cambiare quello che si vorrebbe veder cambiare è come pretendere di fare un origami con una cartina sotto un'acquazzone e quello che resta da fare, per il momento, è prendere un foglio per creare una barchetta da far galleggiare nei rigagnoli dell'acqua...
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