giovedì 16 febbraio 2023

  superata metà della settimana nella metà di febbraio, senza l'illusione di una primavera ancora distante ma che inizia a cacciare qualche richiamo timido. Raggi di sole del pomeriggio luminoso che portate in controluce la fauna cittadina per chi ha il tempo di affacciarsi alla finestra per tirare le noccioline agli scoiattoli. Tutti gli altri hanno le ali, non se ne sono andati per l'inverno e hanno il loro posto tra i rami degli alberi, diranno ai migratori che chi va al sud perde il nid.

Per fare un discorso senza senso bisogna che chi sta dall'altra parte, l'interlocutore insomma, non lo colga; siamo vittime del nostro codice e risolviamo presto quando un discorso non ha capo né coda. Se hai un buon ufficio marketing sei un poeta altrimenti sei un matto che farnetica e potresti anche chi ti fa i video per renderti inconsapevole protagonista di video virali che prima o poi vedranno tutti. Facile giudicare facile vestirsi da esperti nel nostro orticello, tutti contadini dei propri frutti preferiti. Soli in compagnia dei cuoricini di approvazione, effimeri fardelli di un inutile presente, foto e video attaccate sulla bacheca di una rete di promemoria, nel frattempo il piatto si è raffreddato e la musica è finita, meno male che ho fatto la foto sennò come mi ricordavo di aver vissuto un'esperienza attraverso un filtro di silicio? 

mercoledì 8 febbraio 2023

 Scivolano i giorni nel loro consueto incedere, come le lame di un pattino sopra uno strato di ghiaccio, per afferrare le temperature di questi giorni di sole. Va tutto bene, tutto rimane in una fascia abbastanza larga che si assesta tra il male e il benissimo; va tutto bene, come quando era la scuola, come quando non si ha voglia di entrare nel pantano dei discorsi, forse perché non si sa nemmeno da dove partire. I giorni passano e si portano altre cose da fare, le scadenze incombono, le incombenze scadono e la mancanza diventa uno stato delle cose, le lacrime diventeranno sospiri fino a polverizzarsi in un malinconico sorriso. Non credo sia possibile quantificare il momento, "bisogna andare avanti" si dice, viene detto e grazie al cazzo, perché tanto domani il sole sorgerà ancora. E ancora ci sarà qualcosa a cui pensare, la novità di nuove cose da scrivere l'illusione che forse è tornata anche la voglia di farlo. E tutto forse è partito da un albero di carta senza frutti ma pieno di radici, antenati che aspettano una storia che ancora non è stata scritta perché ancora non è arrivato il lievito per accendere la scintilla del forno. E comunque ci sono delle cose da fare, alcune si possono disegnare mentre per altre sarebbe necessaria una rivoluzione e bisogna adattarsi a colorare i contorni di un disegno fatto da altri...Perché forse voler fare le cose come si pensa debbano essere fatte, lottare nella propria posizione per cambiare quello che si vorrebbe veder cambiare è come pretendere di fare un origami con una cartina sotto un'acquazzone e quello che resta da fare, per il momento, è prendere un foglio per creare una barchetta da far galleggiare nei rigagnoli dell'acqua...

giovedì 2 febbraio 2023

 ..."c'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo", cantava in anni feroci qualcuno...anni in cui ancora non c'ero, eppure quelle parole sono ancora qui, la pioggia non smette di scendere e non si smette di piangere...

Strofe delle canzoni che hanno consumato e plasmato le mie orecchie risuonano in testa come le folate di vento che muovono le palline da ping-pong e regalano traiettorie impercettibili, codici di geometrie esistenziali...e così in base al momento e all'emozione che mi abita, come in un juke-box la musica ritorna ed è colonna sonora dei sentimenti...Da qualche giorno il tempo si è rallentato e vivo la profonda tristezza per aver perso quel piccolo canuzzo che da troppo poco mi era entrato nel cuore...eppure il dolore non è gestibile, almeno non tutto insieme. È stato così forse l'inconscio, un istinto di sopravvivenza che per non esplodere ha preso questo dolore e ne ha fatto dei piccoli bocconi, che come le folate di vento di cui sopra si abbattono sul morale e riescono a sfuggire solo attraverso gocce d'acqua che escono dagli occhi...


mercoledì 1 febbraio 2023

 Il pensiero dell'addio, in un valle di lacrime senza montagne attorno, vuoto e silenzio dove una barriera di dolore non filtra i suoni da fuori. Così all'improvviso te ne sei andato piccolo Itaè, comparso per una piega del destino portando con te un carico di allegria e novità e tanti peli. Nei giorni in cui, come tante altre volte mi ripromettevo di tornare a scrivere, di iniziare a scrivere e di farlo con e senza motivo. Scrivere per tirar fuori sensazioni e pensieri, illuso di saperlo fare, supponendo di uscirne soddisfatto. A partire da chissà che punto per poi librarmi tra le fessure della tastiera a cercare di mettere una lettera dopo l'altra e creare...come quando tanti anni fa era più naturale scrivere come quando tanti anni fa c'erano meno pensieri a fermare il flusso di coscienza.                                                                                                           E poi di colpo il tempo della tristezza, concreta malinconia che spazza via pensieri e aspettative...un piccolo cagnolino che saluta troppo presto e lascia quasi senza fiato tutti quelli che gli volevano bene...non durerà certo il tempo in cui rapido e furioso riportava la sua pallina chiedendo un altro lancio e tutte quelle piccole abitudini del tempo insieme a lui...mai avuto altri cani con l'idea di volerne uno fino al punto che "un cane no perché è una grandissima responsabilità e non conduco una vita tale da offrire a una bestiola tutto quello che vorrebbe..." però poi è chiaro che una soluzione si trova sempre o in un modo o nell'altro stiamo a vivere le cose così come arrivano.                                                                                                      Mi mancherai tanto...