giovedì 10 novembre 2022

 Freddo novembre di un battito d'ali, uccelli che a stormi disegnano in cielo forme e traiettorie che in tanti, più e meno bravi di me, hanno provato a cantare, scrivere, disegnare e raccontare...per parlare della poesia della migrazione...beati loro che si possono permettere di portare via il belino non appena l'aria si fa troppo gelida. Chissà se è un bene chissà se è un male, diceva la storiella dell'antico cinese che d'ogni situazione si faceva saggezza, aspettando che fossero i posteri a dirci qual è il risultato. Nel frattempo si fa sera troppo presto, piombo e respiro fumoso dritti verso il giorno dopo. Non voglio pensarci ma mentre le dita viaggiano sulla tastiera è a santa Lucia che va il mio pensiero, quel 13 dicembre che ho fissato come il giorno in cui, minuto dopo minuto, la luce si farà spazio nei pomeriggi regalandoci tempi nuovi e la speranza di un inverno che si fa sempre più corto. Ci avevo fatto caso, sembra una vita fa, quando Danielino andava avanti e indietro sulla sua altalena nel parco giochi. Che quando ero piccolo io c'erano solo strutture di ferro trenino e palloni. Che se ci penso oggi sembra passata una vita perché nel frattempo la vita è un'altra. Un'altro lavoro così vicino così lontano...Riavvolgo il nastro di 5/6 anni per tornare laggiù ero educatore e non maestro di scuola, ero più libero e meno libero...c'è di mezzo il vil danaro ma anche non solo lui. Mi piaceva tanto scrivere mi piace ancora ma adesso in cabina di comando c'è una diffidenza di fondo forse un pudore che teme di sbagliare. Nel dubbio lascio che le dita danzino sui tasti e trovino le lettere per formare nuove frasi ed evoluzioni di parole difficili da addomesticare ma così liberatorie che tutto sommato la diffidenza di cui sopra dovrà farsene una ragione.

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